MECHAFILES

Dossier #002: Enzo Ferrari, quando la leggenda diventò Goldrake!

Tutti i fan italiani del genere mecha, sanno bene quanto sia stato strepitoso il successo di UFO Robo Grendizer (UFOロボ グレンダイザー, Hepburn: Yūfo Robo Gurendaizā) al suo arrivo in Italia col titolo Atlas UFO Robot Goldrake. La fama dell’opera del Maestro Gō Nagai (永井 豪, Hepburn: Nagai Gō, pseudonimo di Kiyoshi Nagai 永井 潔, Hepburn: Nagai Kiyoshi) si espanse rapidamente nel nostro paese (più del Giappone) replicando quella già precedentemente ottenuta in Francia per poi spopolare in Egitto nei primi anni ’80. Negli anni del boom in Italia, Grendizer spopolava in tutto lo Stivale con ogni tipo di merchandising, dai libri illustrati alle sagome gonfiabili e i giocattoli, fino agli LP con le sigle italiane dell’opera. Tuttavia, forse non tutti sanno che la fama del super robot pilotato da Duke Fleed (Actarus nella versione italiana), giunse anche nell’ambiente dello sport automobilistico e in particolar modo nel mondo dell’editoria sportiva. Le due foto che potete vedere nell’articolo, sono tratte da una copia di Autosprint XIX anno, n°9 (27 febbraio-6 marzo) del 1979 in mio possesso. Sulla scia del boom, anche il leggendario Enzo Ferrari (allora “fresco” ottantunenne) era spesso protagonista di vignette fumettistiche nei panni di Goldrake, un’associazione a dir poco geniale del grandissimo illustratore Giorgio “Matitaccia” Serra (che da 43 lunghissimi anni ci narra con ironia le corse automobilistiche e motociclistiche attraverso le sue vignette), che trae spunto dal noto soprannome del Commendatore, ovvero “Il Drake”. Spesso ritratto all’interno dello Spazer (il disco spaziale che ospita il robot) e con le possenti corna di Grendizer, Ferrari si calava nei panni dell’eroe più amato dai bambini italiani degli anni ’70 e dei primi ’80 quando eventuali polemiche coinvolgevano il team Ferrari o la sua stessa persona e il “Gold Drake” nostrano, con la sua caratura e signorilità, non le mandava certo a dire.


Enzo Ferrari nei panni di Grendizer (Goldrake) nella vignetta di Giorgio “Matitaccia” Serra.
(Autosprint XIX anno, n°9 (27 febbraio-6 marzo) anno 1979)

 

Per la cronaca, la vignetta è relativa alla polemica tra Enzo Ferrari e CSAI (Commissione Sportiva Automobilistica Italiana, dal 2012 parte completa dell’ACI) sull’organizzazione del Gran Premio d’Italia 1979, che secondo accordi si sarebbe dovuto svolgere sul neonato circuito “Dino Ferrari” a Imola (l’anno precedente Monza fu teatro dell’incidente mortale che tolse la vita al pilota svedese Ronnie Peterson, una vicenda che causò non poche polemiche fino a giungere in tribunale con diversi imputati tra i quali il campione italiano Riccardo Patrese). La vicenda dopo un lungo tira e molla che coinvolse tutti gli organi federali dell’automobilismo nazionale e non, si concluse con la conferma di Monza come circuito per il 1979 e l’organizzazione del Gran Premio d’Italia a Imola nel 1980 (che resterà anche l’unico disputato sul circuito del Santerno come GP D’Italia). Cronaca della vicenda a parte, anche il nostro Enzo Ferrari nei panni del celebre super robot del Maestro Nagai è stato simbolo di un boom che continua echeggiare nel corso dei decenni proprio come il suo leggendario marchio. Un ringraziamento dovuto va al Maestro Giorgio Serra per i suoi gioielli fumettistici di grande portata che, in questo caso, uniscono anime mecha e motori in una sola semplice e meravigliosa vignetta.

Giorgio Serra, in arte “Matitaccia”.
 

Pubblicato da BiblioMecha

BiblioMecha, il database italiano dei mecha, delle navi, dei piloti e delle opere dell'animazione giapponese a tema Mecha e Sci-Fi.