Titolo: Guida ai Super Robot – L’animazione robotica giapponese dal 1972 al 1980

Autore: Jacopo Nacci

Editore: Odoya

Lingua: Italiano

Numero di pagine: 302

Formato: Paperback

ISBN-10: 8862883293

ISBN-13: 9788862883290

Data di pubblicazione: 2016-11-xx

Edizione: 1

Prezzo: 20€

Jacopo NacciGuida ai Super Robot – L’animazione robotica giapponese dal 1972 al 1980, è il libro che ogni appassionato del genere robotico vorrebbe (e dovrebbe) leggere, in particolar modo se si appartiene a quella categoria di cultori con la tendenza a scrutare pienamente l’opera, dissezionarla e guardarci dentro. Nel suo libro, Jacopo Nacci (scrittore, recensore e blogger pesarese appartenente alla classe 1975), analizza con estrema finezza e lucidità le principali opere dell’epoca d’oro del genere robotico, quella iniziata nel 1972 con Astroganger (アストロガンガー, Hepburn: Asutorogangā)  di Tetsuhisa Suzukawa (鈴川 鉄久, Hepburn: Suzukawa Tetsuhisa)e soprattutto il Mazinger Z (マジンガーZ, Hepburn: Majingā Zetto) di Gō Nagai (永井 豪, Hepburn: Nagai Gō) fino al 1980 con Densetsu kyojin Ideon di Yoshiyuki Tomino (富野 由悠季, Hepburn: Tomino Yoshiyuki), Uchū senshi Baldios di Akiyoshi Sakai (酒井 あきよし, Hepburn: Sakai Akiyoshi) e Uchū taitei God Sigma di Saburō Yatsude (八手 三郎, Hepburn: Yatsude Saburō, pseudonimo del team Tōei noto anche come Saburō Hatte), opere che andranno a chiudere una gloriosa epopea per far spazio alla generazione dei Real Robot. Più che una guida, l’ho personalmente vista — e letta con estremo piacere — come un’attenta e precisa autopsia delle opere contenute al suo interno e soprattutto dei suoi protagonisti principali. Il tema dell’abisso, le diverse cosmogonie, le figure spiritualizzate, i padri della tecnica e i tanti altri temi trattati nel volume, portano alla luce la vera essenza delle opere e dei protagonisti, risaltano i messaggi lanciati dai loro creatori e donano — finalmente — una nuova forma agli anime robotici degli anni ’70, spesso visti come semplici cartoni animati da una parte di fandom italiano travolto fin troppo dalla nostalgia e poco incline a cogliere la vera essenza dei capolavori animati che hanno fatto la storia del genere robotico e hanno ispirato le generazioni successive. Un volume che non può mancare nelle librerie di ogni appassionato e del quale consiglio l’acquisto. Edito da Odoya, il tomo è in vendita al prezzo di 20€ per un totale di 302 pagine. Buona lettura!

 

kaneto-shiozawa

Esiste una componente molto importante che ha reso epici molti anime robotici: la voce dei protagonisti. Se in Italia dobbiamo a doppiatori storici come Romano Malaspina (Actarus in Goldrake), Renzo Stacchi (Banjō in Daitarn 3), Piero Tiberi (Tetsuya ne Il Grande Mazinger) e tanti altri, il successo delle serie robotiche in Italia, anche in Giappone i doppiatori (声優, seiyū in giapponese) hanno avuto un ruolo decisivo capace di rendere quasi umano il protagonista. Uno dei doppiatori più amati era Kaneto Shiozawa (塩沢 兼人, Hepburn: Shiozawa Kaneto), il quale raggiunse la notorietà prestando la voce a Rei di Hokuto no Ken e Mu di Aries in Saint Seiya ma diede voce anche a numerosi personaggi degli anime mecha. Nato a Tōkyō il 28 gennaio 1954, Toshikazu Shiozawa (塩沢 敏一, Hepburn: Shiozawa Toshikazu, questo il suo vero nome) si affacciò nel mondo del doppiaggio fin da giovane, interpretando spesso ruoli da antagonista a causa del suo timbro voce freddo e pacato. Anche nella vita reale aveva un carattere introverso e molto riservato e nell’ambiente furono pochi i colleghi che strinsero amicizia con lui (tra questi il grande Hidekatsu Shibata). Con il nome di Kaneto Shiozawa (in omaggio al regista Kaneto Shindō), il debutto nel mondo degli anime avvenne con Time Bokan (1975), dove effettuò il doppiaggio di personaggi secondari, ma il salto di qualità lo fece nel 1979 quando entrò nello staff di doppiaggio dell’ormai leggendario Kidō Senshi Gundam prestando la voce al velenoso personaggio di M’Quve. A partire dal 1979 la sua carriera entrò in ascesa e la sua voce non si limitò ai soli anime ma anche ai film cinematografici (fu la voce giapponese di Luke Skywalker nella trilogia di Star Wars). Per quanto riguarda gli anime robotici, Shiozawa raggiunse la popolarità nel 1980 quando diede la voce a Marine Ragan (Marin Reigan in Italia), il celebre protagonista di Uchū Senshi Baldios. La sua voce fu un vero successo tra il pubblico femminile, che innamorato del triste protagonista di Baldios cercava di contattare in tutti modi il suo doppiatore attraverso lettere d’amore e regali vari. Nel corso degli anni ’80 e ’90 Shiozawa effettua doppiaggi anche nel mondo dei videogames, spesso interpretando quegli stessi personaggi a cui diede voce in passato (in particolare modo nella saga di Super Robot Wars). Morirà a 46 anni il 10 maggio 2000 a causa di una brutta caduta dalle scale che provocherà una forte emorragia cerebrale fatale al celebre doppiatore. Ancora oggi, molti fan del genere robotico continuano ad acclamarlo e onorarlo. Nel corso della sua carriera, Kaneto Shiozawa ha prestato la sua voce nei seguenti anime appartenenti al genere robotico:

Ruoli secondari in: